lunedì 9 settembre 2013

Dragonero


Avete acquistato Dragonero, la nuova serie Bonelli? E' il primo "fantasy" della storica casa editrice italiana, che aveva sempre aborrito il genere e infatti è uscito solo dopo che lo storico Sergio Bonelli è venuto a mancare. Ricordo un qualche editoriale ai tempi del boom del fantasy (quando al cinema cominciarono le saghe di Harry Potter e, soprattutto, del Signore degli Anelli) in cui il vecchio Bonelli spiegava come mai aveva deciso di non cavalcare l'onda di un facile successo, ritenendo che di elementi fantastici se ne trovassero già a sufficenza nelle testate allora in edicola (e come dargli torto?).

Evidentemente i suoi successori hanno avuto un ripensamento e il primo numero di questa nuova serie fantasy è uscito in edicola a giugno 2013, ma è solo con il quarto di settembre che si è concluso il primo arco narrativo e quindi solo adesso mi sento di fare le prime considerazioni.

L'ambientazione fantasy è spuria, nel senso che non c'è solo la magia, ma anche della tecnologia di ispirazione steampunk (macchine volanti simil-dirigibili, armi da fuoco a miccia, ecc: non sia mai che in un albo Bonelli non ci sia qualcuno che spara!), il che mi ha un po' deluso. 
La caratterizzazione delle razze è classica, per ora si sono visti umani, orchi (più grossi e votati alla guerra, ma non necessariamente stupidi) ed elfi (qui caratterizzati come orientali frikkettoni, quindi bassi e amanti della natura), il che fa supporre che prima o poi ci ritroveremo tra i piedi anche tutte le altre razze in stile D&D.


La serie di Dragonero era già uscita come romanzo autoconclusivo nel 2007: invece che riproporre la vicenda a chi non l'ha acquistata all'epoca, gli autori hanno preferito avventurarsi in un lungo flashback che riassume quelle vicende e le collega alla nuova avventura, col risultato di dare la sensazione di leggere qualcosa di già iniziato, altra scelta poco azzeccata. 

Ian e Gmor, l'orco amico degli umani

La caratterizzazione dell'eroe, Ian, al momento appare banale e poco appagante: ha il solito passato tormentato, ha poteri superumani (acquisiti uccidendo nientemeno che un drago), una spada magica ed è praticamente invincibile. 
Gli tiene compagnia un gruppo eterogeneo e molto politically correct: troviamo l'orco bonaccione Gmor, la nippo elfa Sera (che si stuzzica continuamente con l'orco con cui ha un rapporto tipo Gimli-Legolas) e la sorella del protagonista Myrva. In pratica abbiamo Tex e i suoi pards, tenendo conto che Ian è uno scout al servizio della legge che gira il paese per raddrizzare torti. 

Una giapponese in cosplay elfico...


In questo primo ciclo narrativo hanno avuto a che fare con una minaccia tale da poter determinare l'estinzione dell'intera razza umana (e degli orchi), risolta in maniera deludente nell'ultimo numero con irruzione di 4 persone (4!!!) all'interno della fortezza nemica, presidiata da un'armata di orchi. Sortita risolta senza problemi e senza perdite, nonostante la schiacciante inferiorità. Insomma, Tex come detto. 

Ed è Tex anche nei suoi rapporti col gentil sesso, dato che vediamo defungere la prima donna di Ian, non prima di essere diventata una pazza megalomane, tanto per non creare troppi complessi al povero protagonista... 

In conclusione mi è piaciuto? Non molto, la costruzione nei primi numeri era anche interessante, nonostante il senso di già visto, però la conclusione alla buona rovina davvero tutto. Continuerò a seguirlo? Si, almeno per qualche numero, sperando che abbandoni presto la deriva texiana che pare aver intrapreso...

1 commento:

  1. Concordo pienamente con il tuo pensiero è un Tex del Tolkien.

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