mercoledì 7 febbraio 2018

Kakegurui by Netflix


Speravo che il primo pezzo del 2018 sarebbe stata una recensione di modellanza, in modo da riprendere il ritmo, ma così non è stato, amen, in questo periodo non so perché ma ho meno voglia di parlare di statue. Accontentavi dunque di questo pezzo su Kakegurui, anime dell'estate 2017 appena uscito su Netflix doppiato in italiano. Premetto che ho scelto di guardare questa nuova proposta di Netflix incuriosito unicamente dalle facce "da pazzi" dei protagonisti, non conoscevo il manga: é un po' debole come motivazione, me ne rendo conto, ma al momento va così, scelgo cosa guardare ad istinto...


 

Kakegurui appartiene a quella categoria di prodotti che pur non essendo fantasy, richiedono una iniziale sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore per poter essere apprezzati. L'ambientazione infatti è totalmente irreale: Yumeko Jabami è una nuova studentessa appena trasferitasi in quello che sembra un normale liceo giapponese d'elite, frequentato da molti rampolli dell'alta società. In realtà quello che caratterizza l'Accademia è che il gioco d'azzardo tra gli studenti non solo viene permesso ed incentivato, ma è anche il mezzo principale per scalare la gerarchia sociale dell'istituto: ogni giorno e ad ogni ora si svolgono veri e propri duelli con in palio grosse cifre di denaro e chi perde e si indebita finisce per perdere addirittura il suo status di "umano". Infatti i dieci ragazzi e le dieci ragazze più indebitate della scuola devono girare con una targa al collo e non sono più padroni della loro vita: non solo devono compiacere i compagni, ma il comitato studentesco determina quale sarà il loro futuro, al quale non hanno modo di sottrarsi se non ripianando i debiti.
Questo spietato sistema è stato messo in opera da Kirari, presidente del comitato studentesco ed imbattuta campionessa del gioco d'azzardo. Ma la nuova arrivata Yumeko comincia a rivoluzionare lo status quo, rivelando che dietro l'apparente ingenuità e gentilezza dei suoi modi si nasconde un demone del gioco, disposto a rischiare tutto pur di vincere.



Devo ammetterlo, il primo impatto con l'anime di Kakegurui è stato promettente e mi ha riempito di aspettative; nonostante la premessa improbabile, ero molto curioso di vedere dove la storia sarebbe andata a parare, anche per via delle tematiche piuttosto "forti" introdotte fin da subito. Non solo infatti il gioco d'azzardo qui viene esaltato (le ragazze hanno veri e propri orgasmi durante le partite), ma ci sono situazioni scioccanti come lo status dei debitori, la cui vita è totalmente nelle mani dei loro creditori (per dire, le ragazze possono venire molestate senza potersi opporre e hanno un futuro da mogli trofeo), o la follia palesata da alcuni personaggi, che collezionano le unghie degli sconfitti o mettono in gioco la loro stessa vita alla roulette russa.
Purtroppo il tutto si rivela solo una messinscena per colpire lo spettatore, senza che ci sia davvero l'interesse ad approfondire questi aspetti devianti della storia: una pazza colleziona decine di unghie strappate alle ragazze che hanno perso contro di lei? Yumeko la batte al gioco e finisce lì, nessuna conseguenza, anzi la pazza diventa pure sua amica, le unghie erano giusto un elemento di folklore. Un ragazzo molesta la sua compagna debitrice (e si lascia intendere che oltre a tagliarle i capelli possa aver fatto ben altro)? Basta sconfiggerlo a poker e tutto torna a posto...


Ben presto l'anime si incanala sui binari simili a quelli di uno shonen di combattimento, Yumeko affronta un avversario (che in genere bara), lo batte grazie alla sua intelligenza mescolata a follia e quindi passa al successivo: come da copione alcuni degli avversari sconfitti diventano suoi alleati, altri scompaiono nel nulla. Il problema è che dodici episodi sono troppo pochi per delineare per bene i troppi personaggi presenti, così finisce che le personalità di Yumeko e dei suoi compagni viene appena accennata, mentre gli avversari in genere sono poco più che stereotipi (la riccona, la loli, il megane secchione, la pazza, la idol...): difficile dunque appassionarsi alle loro vicende.
Ho inoltre trovato poco interessanti le varianti (che non so se siano realmente esistenti o meno, ma non credo) ai classici giochi d'azzardo che gli studenti inventano per sfidare Yumeko: in teoria ogni scontro dovrebbe essere una sfida d'intelligenza tra i due contendenti, dove spesso uno dei due bara, ma quasi mai il gioco si rivela davvero interessante e le strategie sensate, o anche solo realizzabili nella realtà.
Inoltre per quanto possa sembrare paradossale, sebbene la storia verta tutta sull'approssimarsi del confronto tra Yumeko e l'imbattibile Kirari, la loro sfida è la meno interessante e la più breve tra tutte, rovinando del tutto il climax finale.



Per concludere ho trovato questo Kakegurui un anime potenzialmente interessante, ma che non mantiene le aspettative: in soli dodici episodi viene chiuso un arco narrativo che ne avrebbe richiesti il doppio e vengono gettate le premesse per un eventuale seguito (quindi la storia rimane aperta). Si avverte la mancanza di un minimo di approfondimento sull'ambientazione (possibile che a scuola gli studenti possano fare di tutto, senza controlli? E quanto bisogna essere perversi per tollerare certi tipi di vessazione?) e di introspezione sui personaggi. Non lo boccio perché la visione è comunque interessante e la storia è parzialmente originale, ma resto convinto che l'anime avesse ben altre potenzialità.
Per quanto riguarda il lato tecnico ho trovato di buon livello le animazioni, pur trattandosi di un prodotto molto "statico" che non richiede virtuosismi visivi; il doppiaggio italiano mi è sembrato discreto ma non perfetto, spesso il parlato differisce dai sottotitoli e ho notato una tendenza a smorzare i toni dei dialoghi, talvolta piuttosto scabrosi nella versione originale.

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