venerdì 3 marzo 2017

The Great Wall


La Cina, si sa, è un mercato sempre più importante anche a livello cinematografico, con i suoi numeri può salvare dal fallimento pellicole andate male altrove, oppure garantire incassi degni di Hollywood a prodotti praticamente sconosciuti nel resto del mondo. Più concretamente, il 13mo incasso del 2016 è stato per "The Mermaid", una pellicola orientale che ha sopravanzato senza problemi titoli come "Kung Fu Panda 3", "X-Men: Apocalypse" o "Star Trek Beyond", mentre un flop clamoroso come "Warcraft", che negli Usa ha incassato appena 47 milioni di dollari (a fronte dei 160 spesi per produrlo) è stato salvato dagli spettatori esteri, specialmente cinesi, che alla fine lo hanno portato a raggranellare qualcosa come 386 milioni di dollari nel resto del mondo!



Niente di strano dunque che si facciano sempre più frequenti le coproduzioni tra Cina e resto del mondo, con l'evidente scopo di dare vita a prodotti in gradi di attingere da un bacino di utenza virtualmente illimitato.
Qualche mese fa era arrivato al cinema l'accettabile "Dragon Blade - La battaglia degli Imperi", dove l'improbabile scontro tra Impero Romano e Cinese era arricchito dalla presenza di star come Jackie Chan, Adrien Brody e John Cusack.


Con The Great Wall però si punta molto più in alto: ci sono parecchi più soldi (150 milioni di budget), un grande regista (Zhang Yimou) e una star hollywoodiana di primo piano, Matt Damon, affiancato da altri volti noti del cinema internazionale come Willem Dafoe, Andy Lau e Pedro Pascal.





Nonostante il riferimento alla Grande Muraglia, la storia è totalmente di fantasia, cercare di collocarla storicamente non ha il minimo senso, anche per via della delirante situazione delineata dagli sceneggiatori. Ovviamente da qui in poi ci saranno accenni alla trama, chi non vuole spoiler farebbe bene a non proseguire oltre.
Il protagonista della storia è William (Matt Damon), un mercenario europeo che si è diretto in oriente con il suo grande amico Pero (Pedro Pascal) nella speranza di dare una svolta alla sua vita. Stanco infatti di combattere sotto bandiere sempre diverse, spera di recuperare il segreto della misteriosa Polvere Nera (la polvere da sparo, ovviamente) per tornare a casa e diventare ricco.
Una volta giunto in Cina si trova davanti all'immensa muraglia del titolo, presidiata da un esercito che sembra aspettarsi da un momento all'altro l'attacco di un misterioso nemico.




Quando questo finalmente si palesa, si rivela essere un'inarrestabile orda di mostri, il cui primo assalto viene respinto solo al prezzo di gravi perdite. William e Pero si distinguono in battaglia, meritandosi una spiegazione: 900 anni prima un meteorite è caduto nella zona antistante la muraglia e dallo stesso sono sciamate fuori le orde mostruose, che continuano ad attaccare ogni 60 anni. Finora sono sempre state respinte, ma ogni volta che riappaiono sono più intelligenti e determinati: riusciranno i nostri eroi a respingerli anche questa volta?



Togliamoci subito il pensiero: la storia è la parte peggiore del film, ha poco senso la premessa e nonostante l'apparente banalità è piena di errori e controsensi. La scelta dei mostri spaziali, che poi sono solo dei grossi cagnoni pieni di zanne, denota davvero pigrizia creativa, il design a me ricorda quello della Covata degli X-Men, che già di per se non era molto originale, ma la presenza di una Regina che controlla e guida il suo esercito è una palese scopiazzatura di Alien, direi che si va ben oltre l'omaggio.
I dubbi e le contraddizioni emergono fin da subito se non si assiste al film a cervello spento. Innanzitutto viene da chiedersi come abbiano fatto in passato a respingere le orde di migliaia di famelici cani giganti il cui unico punto debole sono solo gli occhi: colpiteli in qualunque altra parte del corpo e non otterrete nulla! Inoltre se da 900 anni ogni ondata si rivela più astuta delle precedente, com'è che dopo quasi un millennio l'unico piano concepito dall'astutissima Regina è di scavare un tunnel sotto la muraglia e non, tipo di aggirarla? Perché un corpo specializzato nell'affrontare i mostri alieni come l'esercito cinese del film, pur disponendo in abbondanza di polvere da sparo ed esplosivi, si affida principalmente a lance, frecce e ragazze che si lanciano dalle mura per trafiggere un cagnone e venire istantaneamente sbranate dai suoi compagni? Preciso che mentre con le armi bianche bisogna colpirli agli occhi, di fronte ad una bomba gli alieni finiscono tranquillamente in pezzi.



Detto della trama, tutto quello che resta è ottimo. Il film è ben diretto e si vede che Yimou sa il fatto suo, il ritmo è incalzante, i paesaggi e la fotografia evocativi, la musica bellissima e coinvolgente. Viene dato un po' troppo spazio a Matt Damon, è vero, però il suo è un bel personaggio, la sua evoluzione da mercenario senza bandiera a eroe che decide di votarsi ad una causa non sua è credibile e il rapporto con l'amico Pero è azzeccato e ci regala molti momenti spassosi. Un altro punto a favore, dal mio punto di vista, è che ci hanno risparmiato la prevedibile e banale storia d'amore, che in prodotti omologhi sembra ormai diventata obbligatoria: il rapporto tra William e la bella comandante Lin Mae (Tian Jing) rimane sui binari dell'amicizia tra guerrieri, senza superflue scene di sesso (e lo dico con rimpianto perchè l'attrice è davvero un bel vedere).


Le trovate visive (come caratterizzare le armature di ogni corpo dell'esercito con un colore differente) e i paesaggi evocativi di Yimou costellano una storia che non cala mai di ritmo, rendendo il film divertente e piacevole da seguire fino alla fine e se la trama non lascia il segno, al termine della visione si ha comunque l'impressione di aver assistito ad un film che mantiene quanto promette: esotismo, divertimento e bei combattimenti, ma non posso smettere di pensare che se al posto dei banali cani alieni avessero messo, come nemico da affrontare, una bella orda di barbari alla fine la pellicola ne avrebbe guadagnato. Comunque ad oggi il film ha già incassato il doppio di quanto hanno speso per girarlo, quindi si può dire che è stato un successo...


Ma non abbiamo ancora finito, perché in coda vi lascio una piccola segnalazione: la ThreeZero, casa produttrice di doll con sede ad Hong Kong, non ha perso tempo annunciando una serie di figure dedicate ai protagonisti del film: Pero e il comandante Lin (forse i diritti per William\Matt Damon erano troppo alti?). Il risultato finale, almeno per Lin, sembra ottimo, temo avranno i miei soldi...



Lei è davvero perfetta...



...lui convince meno.


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